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Pace - Giustizia Sociale - Diritti - Libertà

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Apr
20th
Tue
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Lotte sociali, il PRC apre una “cassa di resistenza”

In ogni parte della Sicilia si sviluppano lotte sociali. Migliaia di lavoratori e di lavoratrici, in ogni settore, dalle fabbriche metalmeccaniche ai call center animano importanti vertenze, difendendo il loro posto di lavoro, ma anche le condizioni essenziali per ogni progetto di sviluppo della nostra terra. Mobilitazioni importanti riguardano il diritto alla casa, alla salute, all’ambiente. Queste lotte hanno sempre un grande prezzo, umano e sociale, per coloro che ne sono protagonisti. Queste difficoltà sono destinate ad intensificarsi ed allargarsi nei prossimi mesi, con la fine in molte situazioni, anche della parziale copertura degli ammortizzatori sociali e il moltiplicarsi degli effetti della crisi. E’ necessario,quindi,una forte attività nel sostegno materiale alle lotte. Rifondazione comunista che già promuove in molti centri dell’isola i GAP (gruppi di acquisto popolari), lancia una cassa di resistenza a sostegno delle lotte dei lavoratori e dei lavoratrici e invita tutti i cittadini a contribuire ad essa,nella consapevolezza che le lotte nel mondo del lavoro e nella società sono la principale frontiera per arrestare il degrado che colpisce la Sicilia. I contributi vanno indirizzati al conto IT 47 F031 2704 6010 0000 0001 914,intestato a PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA COMITATO REGIONALE SICILIA acceso presso UGF Banca di Palermo, agenzia di via Agrigento 8 – 90141(indicare nella causale dei versamenti/bonifici: CASSA DI RESISTENZA). Luca Cangemi, Segretario Regionale Prc

Feb
7th
Sun
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Presadiretta - Acqua Rubata

COMUNICATO STAMPA “PRESADIRETTA” “ACQUARUBATA” SECONDA PUNTATA di Riccardo Iacona e di Francesca Barzini, Domenico Iannacone Domenica 7 febbraio 2010 Ore 21.30 Raitre Il parlamento tre mesi fa ha accelerato il processo di privatizzazione della gestione dell’acqua e ha imposto agli enti locali di mettere questo servizio a gara. Da quel momento metà Italia è in fibrillazione. Regioni come la Lombardia, il Piemonte, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, l’Alto Adige e centinaia di comuni e province oggi gestiscono direttamente il sevizio idrico e forniscono un ottimo servizio ai cittadini. Milioni di italiani rischiano di non poter godere più di un servizio efficiente ad un prezzo equo. In alcune regioni e province, società private hanno già da anni mano libera per la gestione degli acquedotti e decine di comitati dei cittadini contestano dati alla mano la loro gestione. “Presadiretta” ha toccato alcuni punti dolenti: ad Agrigento, con le tariffe più costose di Italia, l’acqua arriva a singhiozzo appena qualche ora ogni settimana; ad Arezzo, le bollette sono molto salate (terze in Italia) e gli investimenti dell’azienda che distribuisce l’acqua sono sotto la media nazionale; ad Aprilia il consiglio di stato ha dato ragione al comitato dei cittadini e al movimento dei sindaci che si battono per riprendersi la gestione dell’acqua. E mentre in Italia si spinge sulla privatizzazione, in Francia si sta andando nella direzione opposta: con ACQUARUBATA siamo andati a vedere perché il comune di Parigi ha deciso, a 25 anni dalla privatizzazione, di riprendersi la gestione dell’acqua. ACQUARUBATA affronta anche l’annosa questione delle “acque minerali”: un’acqua letteralmente “regalata”: le società che producono e imbottigliano acqua minerale pagano alle regioni canoni ridicoli per l’utilizzo delle sorgenti. ACQUARUBATA è un viaggio nel mondo dell’ “acqua pubblica” e dell’ “acqua privata” e cerca di rispondere a questa domanda: è giusto e sensato che a decidere la gestione e l’utilizzo dell’acqua, un bene essenziale per la sopravvivenza, sia una società che ha l’obbligo di guadagnarci sopra? ACQUARUBATA e’ un racconto di Domenico Iannacone, Danilo Procaccianti, Vincenzo Guerrizio e Riccardo Iacona.

Jan
10th
Sun
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Se voi foste persone normali… (di Moni Ovadia)

Se foste un rom, quella di Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare. Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale. Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro. Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un’indignazione passeggera. Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele. Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio. Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra,non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie. Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia. Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico. Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali. Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo. Moni Ovadia

Jan
8th
Fri
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Costituzione degli organismi della Federazione della Sinistra in provincia di Enna

Cari compagni, al fine di dare seguito ai precedenti passaggi per la costituzione in provincia di Enna della Federazione della Sinistra (FDS) e a seguito dell’assemblea nazionale del 5 dicembre 2009, che ha aperto il percorso congressuale della FDS con l’adozione dello Statuto e del documento fondativo, è convocata alle ore 16,30 del giorno 12 gennaio 2010, presso il saloncino della Federazione sita in Via Regione Siciliana n° 4-Enna, una riunione dei soggetti fondativi provinciali.

Dec
31st
Thu
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Convocazione CPF 5 gennaio

Cari Compagni, il Comitato Politico Federale è convocato per giorno 30 dicembre 2009 alle ore 20,00 in prima convocazione, e alle ore 16,00 del 5 gennaio 2010 in seconda convocazione. La riunione si terrà presso il saloncino della Federazione, Via Regione Siciliana n° 4. Sara presente il comp. Luca Cangemi

Dec
30th
Wed
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Convocazione CPF 5 gennaio

Cari Compagni, il Comitato Politico Federale è convocato per giorno 30 dicembre 2009 alle ore 20,00 in prima convocazione, e alle ore 16,00 del 5 gennaio 2010 in seconda convocazione, per discutere il seguente OdG: -comunicazioni del segretario regionale, comp. Luca Cangemi, su esiti delle consultazioni del CPF; -avvio fase organizzativa della FDS: composizione organismi e avvio iniziative; -prossime elezioni amministrative comunali di Enna; -varie ed eventuali La riunione si terrà presso il saloncino della Federazione, Via Regione Siciliana n° 4. Sara presente il comp. Luca Cangemi saluti comunisti Saro Consiglio

Dec
16th
Wed
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9 gennaio 2010 - Piazza Armerina - Presentazione del libro di Giusto Catania “Mondo bastardo”

9 gennaio 2010 Alle ore 17,30 a Piazza Armerina (En), presso Red Coffee, via Leonardo da Vinci (uscita per Mirabella) presentazione del libro di Giusto Catania “Mondo bastardo” ne discute con l’autore Salvatore Giordano, insegnate e scrittore.

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bus manifestazione no ponte

autobus per la manifestazione nazionale No-Ponte del 19 dicembre a Villa San Giovanni (RC) partenza alle ore 7,30 dal quadrivio di Enna Bassa. Il costo del biglietto è di 5 euro contatti 327 20 29 689 - 338 26 75 294

Dec
8th
Tue
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controlacrisi.org

controlacrisi.org

Dec
6th
Sun
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Relazione Finale di Paolo Ferrero al Comitato Politico Nazionale del 29 novembre 2009

Care compagne e cari compagni, prima di tracciare le conclusioni di questo dibattito voglio fare gli auguri,certo anche a nome di tutti voi, a Cartocci per il suo 75° compleanno ed augurare la pronta guarigione al compagno Oscar Lafontaine che ha recentemente subito un intervento chirurgico. Due considerazioni su di noi,prima di entrare nel merito del dibattito politico: - mi è stato rimproverato di aver fatto una relazione troppo”essenziale”, legata quasi alla materialità della proposta della Federazione e di non aver “volato alto”. Ho fatto questa scelta deliberatamente perché ritengo che siamo in una situazione singolare. Da un lato quasi tutti si dicono favorevoli alla Federazione; dall’altro vengono formulate critiche al modo in cui la Federazione sarebbe realizzata. Il fatto paradossale è che – a mio parere – larga parte delle critiche non hanno una base materiale. Per questo, visto che siamo quasi tutti d’accordo sulla Federazione, mi pare che la cosa migliore da fare sia una discussione sul merito preciso delle questioni, in modo che si capisca bene cosa stiamo facendo e su questo si decida. L’unica cosa che non deve succedere è che vi siano critiche alla Federazione basate sulla “cultura del sospetto”, con critiche senza alcun riferimento alla lettera ed allo spirito dei documenti che sono alla base della discussione. In una situazione di questo tipo, dove a tratti la realtà pare scomparire, a me pare che “l’analisi logica” dei documenti rappresenti l’aspetto culturale più alto e materialistico con cui un gruppo dirigente si debba misurare. Ovviamente spero che la mia scelta venga seguita anche nel corso del dibattito che vi sarà nel partito, in modo che la discussione avvenga sui fatti e non sulle paure. Questo è anche un invito alla responsabilità che rivolgo al gruppo dirigente. Ovviamente il dibattito è libero ma chiedo a tutti di non falsificarlo. Ho sentito addirittura dire che stiamo rifacendo la Sinistra Arcobaleno. Così facendo non si esercita il diritto di critica ma si produce una gran confusione e si lavora a destrutturare quel partito che a parole tutti vogliamo rilanciare. -in secondo luogo è arrivata una critica opposta e cioè che i distinguo su questo o quel problema politico mettono in discussione la partecipazione agli esecutivi di chi esprime un dissenso. Non sono d’accordo. La modalità di ricostruzione del partito e del gruppo dirigente che perseguo si muove su quattro direttrici di fondo: in primo luogo il tendenziale superamento delle correnti organizzate; in secondo luogo la gestione unitaria larga, aperta anche a chi dissente. Questo – ed è il terzo pilastro - ovviamente porta con se che su questo o quel punto si possano realizzare differenze dentro la maggioranza. A me non pare un grande problema ed in ogni caso riterrei qualsiasi azione di “blindatura” di una maggioranza omogenea e compatta semplicemente la riproduzione dell’esperienza che abbiamo vissuto negli anni scorsi e che ha prodotto notevoli danni al partito. Bene che nell’ambito di una linea politica generale condivisa il confronto nel gruppo dirigente sia vero e chiaro. Da ultimo un quarto elemento, che ho già proposto all’assemblea di Caserta. Il rilancio di Rifondazione Comunista lo si misura nell’arco dei prossimi 4 anni, dalla nostra capacità di rientrare in Parlamento e di ricostruire la nostra dignità di forza politica. Per questo ritengo necessario superare una tendenza alla rissosità e al “congresso continuo” che aleggia nelle nostre sedi. Dobbiamo. Riconoscerci ed affidarci reciprocamente per dar corso nei prossimi anni ad un lavoro rivolto prevalentemente all’esterno ed ” aguzzare l’ingegno”, la proposta politica, rafforzare il nostro radicamento. Propongo quindi che la larga maggioranza che oggi guida il partito, assuma il dato unitario come la base per i prossimi anni, evitando inutili e ripetute conte interne. Fatte queste due premesse sulla vita interna del nostro gruppo dirigente voglio sottolineare i principali elementi politici. In primo luogo la necessità di migliorare il nostro lavoro sociale inserendolo in una prospettiva più generale. In questi mesi siamo stati presenti in quasi tutti i conflitti e questo ruolo ci viene riconosciuto dai lavoratori. Si tratta di un ruolo importante ma che rischia di essere muto politicamente se non realizza un salto di qualità in tre direzioni: - è necessario passare dall’azione fabbrica per fabbrica alla costruzione di iniziative più ampie di coordinamento tra i diversi luoghi di lavoro e di costruzione di piattaforme condivise. La solidarietà è il punto di partenza ma il nostro compito è far maturare nella crisi una coscienza di classe ed una proposta alternativa che deve partire dalla costruzione di piattaforme di chi la crisi la paga. Occorre cioè operare per una unificazione progettuale della classe; - occorre costruire una campagna unificante a livello nazionale che caratterizzi socialmente la Federazione. Proponiamo che si faccia promotrice di una campagna referendaria contro la precarietà, il nucleare, la privatizzazione dell’acqua. Si tratta di realizzare una “primavera referendaria” che acquisti una visibilità ed una diffusione in grado di comunicare a livello di massa il senso della Federazione della Sinistra. -è evidente che il documento politico di fondazione della Federazione rappresenta un punto di incontro prevalentemente tra le forze proponenti piuttosto che un manifesto politico rivolto all’esterno. Come documento di base della Federazione è molto positivo perché ha tutti gli elementi politici fondamentali; si tratta di arricchirlo nella pratica ma non ha cose sbagliate o per noi scomode. In particolare faccio notare a chi sottolineava le ragioni politiche delle scissioni avute negli anni scorsi, che il carattere unitario della Federazione parte proprio dal rifiuto del bipolarismo e dalla coscienza che non si possa restare imprigionati in quella prospettiva. Al contrario di Sinistra e Libertà, la Federazione individua quindi un orizzonte strategico che è lo sviluppo di quanto siamo venuti elaborando negli ultimi dieci anni come base su cui costruire l’unità. Non e’ un fatto di poco conto! Detto cio’, è evidente che un appello rivolto all’esterno deve essere fatto a partire dall’ assemblea del 5 dicembre e deve essere in grado di parlare a tutta la sinistra di alternativa, dai comitati locali alle compagne ed ai compagni di Sinistra e Libertà che riconoscono gli evidenti elementi di crisi della loro impresa politica. Si tratta di fare un passo per volta e l’assemblea del 5 è un punto di partenza, non di arrivo. A questo riguardo occorre prevedere la costruzione di Attivi unitari su tutti i territori per avanzare la proposta della Federazione. Faccio notare poi, ai critici, che è del tutto evidente che la costruzione della Federazione rafforza e non indebolisce il nostro lavoro sociale. Qualcuno dice che fare la Federazione sostituirebbe il nostro lavoro sociale. E’ vero il contrario. Il punto è che il lavoro sociale lo dobbiamo migliorare e rafforzare e cioè possibile dando prospettiva politica e quindi maggiore credibilità al nostro lavoro politico evitando anche il rischio che altri(Di Pietro in primis) lo capitalizzino. Per questo occorre costruire un polo politico della sinistra che sia credibile e ricostruisca una fiducia nella possibilità di avere in questo paese una sinistra degna di questo nome. La Federazione è quindi la proposta necessaria per dare uno sbocco politico al lavoro che quotidianamente facciamo. Non a caso guardiamo alla Linke e alle esperienze Sud Americane. La capacità di costruire processi di aggregazione su una base di sinistra alternativa è la condizione per uscire dalla minorità che oggi viviamo. In questi mesi, fino al congresso della Federazione dovremo sperimentare per poi tirare le fila. Non escludo che in quella sede sarà opportuno verificare se stabilire in modo netto le diverse competenze ed i diversi ruoli che debbono avere il Partito e la Federazione come proponeva Mantovani. Ad oggi non sarei in grado di tracciare questa linea di demarcazione e mi pare opportuno aprire questa fase di sperimentazione con la mente aperta e il cuore sereno, nella consapevolezza che le scelte stanno tutte nelle nostre mani. Sottolineo altri due elementi. Si è parlato del rapporto con i movimenti. Credo che da questo punto di vista il battesimo del fuoco della Federazione sia stato assolutamente positivo. Abbiamo aderito per primi – con l’IdV – al No Berlusconi Day, quando ancora nessuno ne parlava. Siamo stati capaci di stare dentro quel percorso costruendo relazioni, immettendo contenuti sociali nella manifestazione e vedendo riconosciuto il diritto a stare in piazza con le nostre bandiere. Abbiamo capito da subito che la costruzione dell’opposizione non può essere monopolio di nessuno e abbiamo operato per un dialogo alla pari tra tutti i soggetti. Si tratta adesso di sviluppare questa capacità ponendosi il problema della prosecuzione dell’iniziativa politica dopo il 5 dicembre, articolando sui territori la costruzione di movimento. Da ultimo la questione della Cgil. In questi mesi abbiamo tenuto una posizione molto netta. Abbiamo chiesto da tempo lo sciopero generale ed un netto cambio di passo alla Cgil che ha il merito di non aver ceduto al governo ma nel contempo non ha sin’ora messo in campo una iniziativa adeguata a sostenere lo scontro. Abbiamo sempre appoggiato le lotte della Fiom, la sua difesa del contratto nazionale di categoria e abbiamo appoggiato – sia pure con un rilievo critico – la sua proposta sulla democrazia sindacale. Lo abbiamo fatto nel solco della battaglia fatto contro la concertazione e nel pieno appoggio alle iniziative di aggregazione avvenute nell’ambito del sindacalismo di base. Penso che dobbiamo continuare in questa direzione incalzando la Cgil anche nel corso del suo congresso. Ritengo sbagliato prendere posizione in quanto Partito su come votare dentro il congresso della Cgil. Ritengo questa proposta sbagliata e poco efficace. Ricordo che l’esperienza della costruzione della componente di Partito nella Cgil decisa oltre 10 anni fa non si rivelò molto efficace anzi, contribuì a dividere ancora di più i nostri compagni e compagne. Continuo a pensare che il Partito debba avere una linea chiara e debba per questa via di orientare i nostri compagni e le nostre compagne e fare battaglia politica, evitando però di dare una indicazione di voto specifica. Non saremmo utili a nessuno, né al sindacato ne’ al Partito. Concludo sottolineando ancora una volta come la costruzione della Federazione non sia per noi un pericolo ma una opportunità. Non dobbiamo abbandonare o chiudere nulla, dobbiamo solo far fruttare il nostro patrimonio politico per ridare linfa e fiato alla Rifondazione comunista e al processo di aggregazione della sinistra di alternativa.